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venerdì 10 aprile 2015

STORIA DELLA MODA : ELIO FIORUCCI




Elio Fiorucci nasce a Milano il 10 giugno del 1935 e comincia a lavorare presso il negozio di famiglia specializzato nella vendita di pantofole. 
Il 1967 è l'anno della grande svolta non solo per lui, ma per la moda intera. Si butta a capofitto nell'opera dell'apertura del negozio che diventerà più che famoso in tutto il mondo sito in Galleria Passerella, su progetto di Amalia Dal Ponte ed è inaugurato da Adriano Celentano. Tre anni dopo, Italo Lupi disegna il celebre logo con gli angioletti vittoriani, oggi oggetto di numerosissime riproduzioni, segnando il successo di un logo che diventa opera d'arte esso stesso. 
La carriera di Elio Fiorucci parte da una professionalità da subito completa e poliedrica: è stilista, talentscout, imprenditore e comunicatore. Fiorucci è più di uno stilista, più di un artista, è un filosofo in continua ricerca che si aggira nel mondo della produzione e dell'offerta di "cose" da acquistare con il talento del cercatore d'oro: studia, cerca, setaccia, incamera, eviscera nuove idee e giunge al successo. E' un habitué delle mostre d'arte in quanto sono luoghi dove avverte una certa creatività, una vita, una volontà di comunicare che ne ispira l'estro geniale che riversa nella produzione dei suoi capi. Ogni volta è un vero e proprio trionfo: dall'arredo anticonformista alle lampade al quarzo iodio, dalle lacche bianche alle scale dipinte di celeste, sono tutte caratteristiche che fanno emergere l'estro creativo ed artistico dell'inventore-talentscout nato per far rivoluzionare ogni canone della moda. Elio Fiorucci è l'uomo che in questi anni ha il coraggio di osare, irrompendo nelle abitudini tradizionali di abbigliamento, proponendo stravaganti pantaloni leopardati, impermeabili trasparenti e tantissimo colore. Ecco che tutti i giovani, di qualsiasi estrazione politica, di qualsiasi paese del mondo, fanno proprio lo stile Fiorucci, segnando così una svolta nella storia della moda.
Si dedica con particolare attenzione all'abbigliamento giovanile poiché riesce a cogliere in anticipo in modo avanguardistico il tempo delle contestazioni: Fiorucci ricopre il ruolo genitoriale come punto di riferimento dell'abbigliamento dei giovani che fanno razzia nei punti vendita perché si sentono compresi, rispondono con grande positività al look trasgressivo del marchio Fiorucci, il cui messaggio si estende in tutto il mondo. E questo mondo Elio Fiorucci lo conosce molto bene, da sempre. Più che il suo grande talento lo rinforza la sua innata curiosità e voglia di confrontarsi con mondi diversi ed è per questo motivo che la sua moda è sempre in continua trasformazione. Notevole è la sua perspicacia, sempre alla ricerca di nuove materie prime da utilizzare per confezionare un vestito. L'utilizzo di tessuti plastificati e colorazioni particolari, fluorescenti e iridescenti, trova il perfetto connubio con i metalli poveri che per contrasto hanno un risalto senza pari. Il mondo visionario di Fiorucci ruota attorno ad un'innovazione stilistica senza pari dove tutto ciò che è fantasia può diventare la realtà con cui rivestire se stessi, al fine di cogliere quell'attimo di vitalità sintomatico che fa sentire a posto i clienti con il proprio animo.
E' inevitabile quindi il salto dalla dimensione del negozio a quella industriale: negli anni '70 le proporzioni della Fiorucci toccano livelli internazionali a cui da' una grande spinta l'apertura del negozio di New York: una vetrina sul mondo. Non può certo andare diversamente dato che lo stesso Fiorucci afferma che la sua immagine è autonoma e rifiuta ogni confine territoriale ed ogni "paletto" che ne vincoli l'ampliamento. Il Brand Fiorucci è un purosangue che per vivere non deve e non può avere recinti. Dal jeans alla maglietta di cotone, dalla borsa al bracciale, dagli occhiali agli abiti, tutte le referenze dell'universo dell'abbigliamento sono raggiunte e coperte. Fiorucci segna il consolidamento di un look che continua a fare storia ed a stupire nella sua ricchezza ideativa.
Dell'eclettico stilista e designer milanese, che ha rivoluzionato il modo di vestire e di arredare, portando in Italia e rielaborando gli stili emergenti della Swinging London e della New York di Keith Haring e Jean-Michel Basquiat, i musei di Arte contemporanea americani ed inglesi collezionano e raccolgono "pezzi" firmati Fiorucci (il prototipo della shopping-bag utilizzata per la vendita al pubblico è esposto presso l'Albert and Victoria Museum di Londra).










lunedì 19 gennaio 2015

Lo stilista di oggi è . . . " STELLA JEAN" !






Giovane stilista di origini italo-haitiane, è nata e lavora a Roma, dove vive con i suoi due figli. 
La madre haitiana, donna  elegante e appassionata di moda, è da sempre la fonte principale d’ispirazione, il padre torinese invece è a sua volta artista, disegna e crea gioielli di alta oreficeria. 
Terminati gli studi al Liceo classico, STELLA JEAN inizia a lavorare sfilando come modella per Egon Von Furstenberg, scoprendo però ben presto la sua vera vocazione creativa. Nel luglio 2011 si è distinta a Roma tra i vincitori del prestigioso concorso “Who’s On Next?”, e da allora le sue collezioni continuano a ricevere l’apprezzamento di stampa e buyer internazionali. 
Nel settembre 2012 ha debuttato a Milano durante la Fashion Week, con una sfilata audace, sofisticata e carica di emozioni organizzata nella suggestiva location della Rotonda della Besana. 
Nel giugno 2013 presenta a Firenze durante Pitti Uomo, nell’ambito del progetto “Pitti Italics”, la sua prima collezione uomo. 
Lo stile di Stella Jean  riflette ed evoca la sua storia personale, il mood raffinato e prezioso delle sue collezioni trae continua ispirazione dalle suggestioni delle sue radici, che si traducono nella “Wax & Stripes Philosophy”. La sua cifra stilistica non è solo l’unione tra wax, bon-ton anni ’50, tessuti della camiceria maschile ed un’impeccabile fattura europea: lo sguardo della designer è infatti sempre rivolto al futuro e alle possibili combinazioni storico culturali, come è stato testimoniato dalla collezione F/W 2013 14 (presentata a Milano durante l’ultima edizione della Milano Fashion Week), che prende ispirazione da un viaggio attraverso i continenti (Europa, Asia, Africa, Americhe) per una creatività trasversale e all’avanguardia che non ponga limiti agli abbinamenti culturali, sociali e tessili. 
I suoi capi sono una personalissima interpretazione di stile senza tempo. La ricerca e la salvaguardia delle proprie origini si riflettono nel progetto ITC “Ethical Fashion Initiative”, la stilista collabora infatti con l’International Trade Center, agenzia dell’ONU e dell’OMC: la “Ethical Fashion Initiative” vuole favorire la realizzazione di prodotti artigianali di lusso, creati attraverso un processo che sia eticamente sostenibile al 100%, mediante il coinvolgimento diretto delle comunità svantaggiate in Africa. Questo programma di ITC genera lavoro creando infrastrutture locali in luoghi dove l’industria può sviluppare e creare prodotti artigianali di lusso. L’idea che sostiene tutta l’iniziativa è di creare un business fiorente e in grado di generare profitti, che sappia però includere equamente tutti all’interno della fashion chain, promuovendo uno sviluppo economico sostenibile.






martedì 30 settembre 2014

Guarda che . . . CURVY !!!

BUOOOOONGIORNO AMICI !!!
L'altro giorno un'amica mi ha fatto notare che non ho mai scritto un post con dei consigli su outfit per ragazze curvy e ho pensato che sarebbe stata un'ottima idea in quanto tutte possiamo essere fashion e alla moda, non importa essere magre o in carne, l'importante è valorizzare i propri punti forti e mascherare quelli deboli. Numerose sono le star curvy che sfoggiano outfit impeccabili e che possono fornirci ottimi spunti come Amber Riley, una dei protagonisti del telefilm Glee, la meravigliosa cantante Adele o ancora  le attrici Queen Latifah o Melissa McCarthy.


















































E' ovvio che per le star, avendo la possibilità di ricorrere a truccatori, hair stylist e stylist, sia molto semplice sfoggiare outfit che perfettamente si adattano alla loro fisicità, per questo, qui sotto vi posto una gallery di outfit  presi dal web e perciò indossati da persone comuni e, secondo me, molto ben riusciti! 
Il mio consiglio è di segnare il punto vita con cinture o abiti tagliati in vita e mettere in risalto il decoltè in modo da attirare l'attenzione sulla parte superiore del corpo piuttosto che su quella inferiore, optate per le gonna piuttosto che per i pantaloni o  al massimo abbinate questi ultimi a bluse morbide e lunghe a metà coscia e osate con capi fascianti solo se vi sentite sicure di voi indossandoli. Una parte importante dell'outfit sono gli accessori come bijoux, cappelli, occhiali da sole. borse  e . . . TACCHI TACCHI TACCHI . . . perchè slanciano la silhouette, vi regalano qualche centimetro in più (che non fa mai male!!!) e soprattutto sono, ovviamente, molto femminili.

Per rendere il tutto più personale trovate un'acconciatura e un make up che facciano risaltare al meglio i lineamenti del vostro viso ma, ciò che più conta, è che vi sentiate voi stesse e belle <3

Spero che l'outfit vi piaccia e vi sia utile . . . sono a vostra disposizione per qualunque richiesta e info . .. buona giornata e un bacio a tutti :)



















martedì 20 maggio 2014

Lo stilista di oggi è . . . " DRIES VAN NOTEN " !






Stilista belga (Anversa, 1958) descritto dal New York Times come "uno degli stilisti più cerebrali"
Dries van Noten nasce in una famiglia dalla antica tradizione sartoriale: suo padre possedeva un negozio di abbigliamento maschile ed egli sin da piccolo era solito accompagnare il padre durante i vari fashion show in giro per l'Europa, mentre suo nonno era un rinomato sarto.
 Nel 1981 si laurea insieme alla classe che diverrà conosciuta come la "Antwerp Six", ovvero un gruppo di stilisti diventati particolarmente influenti nel campo della moda, che comprende anche Walter Van Beirendonck, Ann Demeulemeester, Dirk Van Saene, Dirk Bikkembergs e Marina Yee, " I 6 di Anversa".
Prima ancora di ottenere la laurea, le collezioni create dallo studente van Noten attirano l'attenzione del colosso americano Barney's.

Nel 1985, Van Noten fonda la propria casa di moda, lanciando sul mercato alcune collezioni di pret-a-porter maschile e femminile, che vengono presentate l'anno seguente a Londra, permettendo allo stilista di ottenere popolarità a livello internazionale.
Nel 1991 le sue collezioni maschili debuttano sulle passerelle parigine, seguite due anni dopo da quelle femminili.
Fino a qualche anno fa veniva annualmente prodotta anche una collezione per bambini, non più in produzione.

STILE

Lo stile del brand van Noten è caratterizzato dall'utilizzo di stampe, spesso etniche, colori e tessuti originali, e capi costituiti a più strati.
L'utilizzo di forme classiche abbinate a materiali tecnologici e sperimentali per la realizzazione di capi nell'antica tradizione sartoriale, rappresentano la principale strategia commerciale dello stilista.
Il marchio produce esclusivamente pret-a-porter, e nessuna collezione di alta moda.
Lo stilista ha spiegato di non gradire l'idea di mostrare abiti che poi gli acquirenti non troverebbero nei negozi.
 La distribuzione del suo marchio si è espansa anche al di fuori dell'Europa, con oltre boutique in tutto il mondo, compresi i punti vendita di Hong Kong e Tokyo.
Suo socio in affari, è il compagno Patrick Vangheluwe.



























mercoledì 14 maggio 2014

Matrimonio anni'50 #2

Salve a tuttiiiiii miei amatissimi lettori !
Quest'oggi vi propongo la seconda parte del post dedicato all'abbigliamento ispirato agli anni '50 e, questa volta, la mia attenzione è rivolta ai maschietti.
Fanno scuola il mitico Fonzie di “Happy days”, James Dean e Elvis Presley, quindi, lasciatevi ispirare dai loro film e ciuffi ribelli 
Non spaventatevi perchè di sicuro qui la situazione è molto meno complicata che per le donzelle, in quanto, per gli uomini non c'è una vasta scelta circa il colore dell'abito, quindi opteremo per i classici blu, marrone o grigio, la camicia dovrebbe avere il colletto bianco e la cravatta o  il farfallino è tradizionalmente sgargiante e a contrasto e potrete trovarlo con facilità abbinato alla pochette per la giacca. 
Ovviamente i più "creativi" potranno optare anche per abiti dalle tinte più accese o pastello, a seconda dei gusti, dato che le attuali tendenze ne offrono la possibilità, pur ricordando però che se l'evento in questione è un matrimonio è doveroso mostrare buon gusto e tenere sotto controllo l'eccentricità!
Negli anni'50 difficilmente si poteva scorgere un uomo senza cappello il quale, da quel momento in poi, divenne un vero must have perciò non dimenticate di accessoriare il vostro look, un borsalino andrà benissimo.
Immancabile una gran bella scarpa stringata  che essendo attualmente molto di moda, non avrete difficoltà a reperire e che troverete declinata in tantissime varianti, da quella più classica e tradizionale a quella stilosa e colorata. Se siete dei temerari osate con un calzino bianco in pieno stile '50 o, perchè no, buttatevi su un tono pastello che sia in contrasto con il vostro abito, magari rosa o celeste. 
Infine, ultima ma non meno importante l'acconciatura . . .armatevi di brillantina e pettine alla mano e poi . . riga da una parte e ciuffo alla “Elvis”!

Di seguito vi allego alcune foto che potreanno ispirarvi, spero che il post vi piaccia, buona giornata e un bacio a tutti da Roma <3